Tumori della colonna vertebrale – Danni ed errori medici

Tumori della colonna vertebrale – Danni ed errori medici

1. Introduzione 

Il tumore, definito in termini medici anche col nome di neoplasia (parola che deriva dal greco che vuol dire “nuova formazione”),

indica una patologia che colpisce i tessuti del corpo umano,

fenomeno durante il quale questi (tessuti) crescono in modo incontrollato e in eccesso rispetto ai tessuti normali e che continuano a farlo nonostante

la cessazione degli stimoli che hanno indotto tale processo. Essenzialmente parte tutto dalla formazione incontrollata di cellule determinato

dall’alterazione del loro patrimonio genetico.

2. Tumori della colonna vertebrale

La colonna vertebrale può essere colpita da varie forme di tumori,

e nella maggior parte dei casi è derivante da metastasi originate da altre parti del corpo 

come il tumore alla mammella, al polmone, alla prostata, al rene o allo stomaco.

La sintomatologia solitamente è associata a dolori alla colonna vertebrale, a deficit neurologici agli arti inferiore per coinvolgimento anche del midollo spinale.

In tal caso si avrà perdita di forza alle gambe o alle braccia, in questo ultimo caso se tale compromissione avviene nella parte alta della colonna vertebrale.

Con tale sintomatologia si potrebbe inviare il paziente ad effettuare controlli più specifici come la risonanza magnetica nucleare

(definito il controllo per eccellenza), poi la Tac, l’angiografia per tumori vascolari e lo studio radiografico tradizionale.

Sono neoplasie che si formano alla schiena, non solo per effetto di metastasi derivanti da altre parti del corpo,

ma anche all’ insorgere di lesioni che si sviluppano alla colonna vertebrale.

Suddette neoplasie, tuttavia, si suddividono in neoplasie primitive e secondarie.

I tumori primitivi derivano essenzialmente dalle cellule dello scheletro, quindi dal tessuto osseo e cartilagineo, mentre i tumori secondari

sono definiti anche metastatici, cioè derivanti da altri organi (come detto precedentemente) e si localizzano solo successivamente nella colonna vertebrale.

Poi, sempre i tumori primitivi, si suddividono in tumori benigni e maligni a

seconda della loro aggressività contro i tessuti circostanti o in base alla

capacità di metastatizzare a distanza.

I tumori secondari invece sono maligni per definizione e rappresentano la lesione tumorale più diagnosticata dagli ortopedici.

3. Danni e conseguenze per ritardi, mancato trattamento e/o errori diagnostici

In caso di tumore alla schiena se, tramite la risonanza magnetica nucleare,

la neoplasia è localizzata in tempo e senza errori di valutazione e di diagnosi si procede nell’immediato al ricovero e all’intervento chirurgico.

I tumori alla schiena, come dicevo prima, sono difficili da diagnosticare o quanto meno potrebbero essere una conseguenza di altre metastasi già in

atto derivanti da altre zone del corpo, ma in tal caso gli errori diagnostici sono stati commessi per altre diagnosi sbagliate.

Tuttavia, questi errori (gravissimi) rappresentano casi di malasanità e di approcci poco professionali da parte di alcuni medici, specie in ambito pubblico. 

I medici hanno il dovere di diagnosticare in tempo una patologia per fornire cure e terapie tempestive.

Tuttavia, nonostante sia la medicina che la tecnologia abbiano fatto passi da gigante, purtroppo ancora oggi possono verificarsi errori, ritardi nella diagnosi,

ritardi nel fornire trattamenti e terapie adeguate relative a quella specifica patologia, errori nell’interpretazione degli esami e nell’esecuzione del trattamento.

Tali errori di valutazione, di diagnosi o terapie farmacologiche non adeguate possono causare un peggioramento dello stato di salute del paziente e una

persistenza dei sintomi.

Non fare una diagnosi corretta e repentina di un tumore di questa portata significa condannare a morte una persona e compromettere ogni

dimensione fondamentale della sua vita e della sua quotidianità. 

Inoltre data la natura metastatica e aggressiva dei tumori ossei (e nello specifico della colonna vertebrale) è importantissimo intervenire immediatamente.

Nella maggior parte dei casi si interviene con operazioni chirurgiche, susseguite poi da farmacoterapia e costanti monitoraggi. 

Sono note anche delle denunce e delle cause portate in tribunale per errori di questo tipo, non sempre però vinte da chi ha subìto diagnosi o trattamenti sbagliati.

Anche prescrivere farmaci non corretti è conseguenza di diagnosi errate, per esempio se in seguito ad una Tac o ad una risonanza, un tumore alla colonna

vertebrale non venisse riconosciuto, potrebbero essere avanzate altre ipotesi diagnostiche, prescrivendo farmaci non corretti.

Proprio per tale motivo i medici sono obbligati a fare diagnosi giuste e soprattutto a svolgere visite scrupolose al paziente senza escludere nulla,

suggerendo tutti i controlli da fare.

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