Osteomielite – Danni per diagnosi errata o errore medico

Ostemielite è un’infezione dell’osso e del midollo osseo che purtroppo causa molto dolore e se non trattata in tempo può richiedere un intervento chirurgico volto ad eliminare la parte infetta.

Ecco i sintomi e le cure.

Cause di un’osteomielite

L’osteomielite nella maggior parte dei casi ha origine da una ferita esterna che porta all’interno agenti patogeni.

Ad esempio è più frequente in caso di frattura esposta, cioè una frattura che ha coinvolto e lacerato anche i tessuti esterni come la pelle,

in questo caso gli agenti patogeni dall’esterno si muovono verso l’interno.

Può verificarsi anche nel caso di interventi chirurgici ortopedici,

eseguiti evidentemente in scarse condizioni igieniche, presenza di corpi estranei nelle ferite.

Solitamente quando ci si reca in pronto soccorso con ferite viene comunque messo a punto un sistema di prevenzione di infezioni,

ma possono esservi comunque agenti patogeni che arrivano all’interno dell’osso andando a creare questa fastidiosa infezione.

Sono rari, ma vi sono, casi in cui l’infezione sopraggiunga attraverso microrganismi presenti nel sangue e derivati da un focolaio infettivo presente in un’altra parte del corpo,

ad esempio nel caso di polmonite, tonsillite. Infatti, l’osteomielite colpisce prevalentemente le strutture ossee molto vascolarizzate e con tessuto spongioso, come spalla e ginocchio.

Come si manifesta l’osteomielite

L’osteomielite si manifesta in primo luogo attraverso dolori articolari nella zona colpita, inoltre è possibile che si presentino stati febbrili e astenia.

In un primo periodo può iniziare a presentarsi un brusco calo di peso non legato alla modifica delle proprie abitudini alimentari e stile di vita,

inoltre vi può essere presenza di pus, mal di testa, reumatismi, stati febbrili.

Per una corretta diagnosi della osteomielite è possibile sottoporsi ad esami specifici come RX della zona dolorante, scintigrafia, risonanza magnetica,

esami ematici con emocromo, VES.

Il paziente può inoltre essere sottoposto a biopsia ossea ed esami colturali.

Nel caso in cui sia diagnosticata tale patologia si prevede la somministrazione di antibiotici volti a combattere l’infezione.

Le cure antibiotiche per questo tipo di patologia solitamente sono lunghe e richiedono il supporto di una terapia analgesica per fermare il dolore.

Se la patologia è in uno stato avanzato può essere necessario un intervento chirurgico volto ad asportare ampie zone colpite da necrosi.

In questo caso i danni possono essere permanenti.

Responsabilità medica per mancata diagnosi o scarse condizioni igieniche

In caso di osteomielite può esservi una responsabilità medica per due motivi:

il primo è determinato dalle cattive condizioni igieniche in cui si è intervenuti su una frattura esposta o sono stati eseguiti interventi chirurgici,

il secondo è invece legato ad una mancata a o tardiva diagnosi.

Sulla questione si è pronunciato il tribunale di Monza nel 2017 con sentenza 1706.

In questo caso una paziente era stata più volte operata per ridurre una frattura scomposta. In seguito agli interventi lamentava dolori più volte denunciati.

In ritardo fu diagnosticata un’infezione da stafilococco che aveva causato osteomielite.

Benché non fosse provato che il contagio fosse avvenuto in sala operatoria, la struttura è stata condannata al risarcimento del danno per la mancata diagnosi.

Infatti secondo il CTU i danni potevano essere limitati con una terapia antibiotica somministrata in tempi utili, ciò avrebbe evitato la cronicizzazione della patologia.

Proprio a causa di tale cronicizzazione il risarcimento del danno è stato piuttosto elevato,

infatti la parte convenuta è stata condannata ad un risarcimento che supera i 270 mila euro.

Diverso è il caso di un uomo di Imperia che è riuscito a dimostrare attraverso una perizia che l’osteomielite era stata causata da un’infezione sopraggiunta in sala operatoria.

In questo caso il paziente ha subito un intervento di protesi all’anca volto a rimediare i danni dell’osteomielite e il tribunale di Imperia nel 2016 ha condannato la struttura ad un risarcimento di 170 mila euro.

La diversità del risarcimento dipende dalla situazione concreta del singolo paziente. In ogni caso è possibile difendersi in giudizio per gli errori medici subiti.

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