Meningite – Danni per diagnosi errata o errore medico

Meningite: conseguenze della mancata diagnosi

La meningite è un’infiammazione a carico delle meningi, cioè le membrane che rivestono il sistema nervoso centrale.

Le cause della meningite

Il processo infiammatorio può avere origine da un’infezione virale, fungina o batterica,

proprio quest’ultima è la più pericolosa in quanto può avere conseguenze nefaste e portare alla morte.

La meningite di tipo batterico colpisce soprattutto prima dei 5 anni e nella fascia d’età compresa tra 15 e 19 anni,

non deve però escludersi la possibilità di essere colpiti anche in età diverse.

I batteri che possono causare meningite sono di tre ceppi, il meningococco di tipo A, B, C, Y e W135.

Il secondo batterio che può portare la patologia è lo pneumococco, e infine, Haemophilis influenzae.

Le persone immunodepresse sono più esposte al rischio di contagio.

La trasmissione della meningite avviene attraverso goccioline volatili con cui si può entrare a contatto attraverso starnuti, tosse, baci.

Non occorre che vi sia una particolare vicinanza, infatti vi può essere trasmissione anche nel caso in cui la persona infetta sia distante 2 metri.

Proprio per questo i luoghi più a rischio sono quelli chiusi in cui vi è un numero elevato di persone, come scuole, aule universitarie, uffici pubblici.

La sintomatologia

I sintomi che possono far pensare che vi sia in corso una meningite sono febbre alta accompagnata da mani e piedi freddi, cefalea,

sensazione di confusione, vomito e nausea, irritabilità e irrigidimento della muscolatura del collo.

Tra i sintomi che è possibile notare vi è anche la fotofobia, quindi il fastidio alla luce, il pallore e il verificarsi di convulsioni e crisi epilettiche.

Nei neonati è possibile osservare anche un rigonfiamento della fontanella, questo è un sintomo molto evidente di un’infezione in corso di meningite.

In caso di meningite la diagnosi veloce può davvero essere salvavita,

ecco perché è bene non sottovalutare la sintomatologia e recarsi al pronto soccorso.

Il periodo che intercorre tra l’esposizione al batterio o virus e la comparsa della sintomatologia varia in base all’agente infettante.

Solitamente per le infezioni di origine batterica, che come abbiamo visto sono anche le più pericolose,

il periodo tra l’incubazione e la presenza di sintomi è di 2-10 giorni, mentre per le infezioni di tipo virale 3-6 giorni.

Infine, per le infezioni fungine, quindi dovute a funghi la comparsa può essere precoce oppure può arrivare dopo oltre un mese.

Conseguenze della meningite

Tra le conseguenze più gravi di un’infezione di tipo virale vi è la sepsi,

questa è dovuta al diffondersi nel circolo sanguigno di batteri che hanno causato la meningite.

Solitamente la presenza di una sepsi si manifesta con la comparsa di eruzioni cutanee.

La meningite può anche causare una encefalite o una mielite che sono, rispettivamente, un’infezione all’encefalo o al midollo spinale.

A loro volta queste possono avere ulteriori complicanze come perdita dell’udito, disturbi di equilibrio e di comportamento,

difficoltà di concentrazione, perdita della vista.

Mancata diagnosi e responsabilità medica

Purtroppo diagnosticare una meningite non è semplice perché i sintomi sono simili a quelli previsti per una comune influenza.

Per una corretta diagnosi basta un esame del sangue.

Questo vuol dire che se una persona arriva al pronto soccorso con la sintomatologia tipica della meningite è cura del medico eseguire gli esami per

escludere l’eventualità che sia in corso un’infezione.

Questo è molto importante perché utile anche a lanciare l’allarme per tutte le persone che sono entrate in contatto con la persona infetta.

Il tema è stato già trattato dalla Corte di Cassazionecon la sentenza 33342 del 28 luglio 2015.

Questa sottolinea come vi sia una responsabilità medica per causalità omissiva, cioè per non aver eseguito gli esami necessari alla corretta diagnosi.

La stessa avrebbe potuto evitare conseguenze infauste.

La giurisprudenza è andata oltre, infatti in un caso di diagnosi in ritardo di meningite, un minore ha perso l’udito.

Il giudice ha stabilito, che nonostante la capacità uditiva sia stata recuperata con l’uso di una protesi acustica,

non può essere negato il risarcimento del danno dovuto a responsabilità medica.

Infatti, vi è comunque una perdita patrimoniale dovuta ad una minore capacità lavorativa causata a sua volta dall’handicap persistente.

Lo stesso ha provocato comunque disagio nelle delicate fasi dell’infanzia e dell’adolescenza.

Ottieni assistenza per ottenere il risarcimento danni

Nome Cognome *

Indirizzo

Città *

E-mail *

Telefono/Cell. *

Dettagliata descrizione caso *


Autorizzo privacy

Ti potrebbe interessare anche:

Danni da By-pass alle Coronarie

Ernia del disco – Errore medico per errato intervento o diagnosi

Infiltrazioni epidurali di steroidi – Benefici ed errori medici

Rachicentesi – Possibili errori del medico e risarcimento

Ascesso epidurale spinale – Danni per malasanità

Laminectomia – Errore medico per errato intervento

Cauda Equina – Trattamento, diagnosi errata ed errore medico

Epilessia – Danni per diagnosi errata o errato trattamento

Encefalite – Danni per diagnosi errata o errato trattamento

Chirurgia plastica del viso – Lifting

Risarcimenti-Online.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *