Infiltrazioni epidurali di steroidi – Benefici ed errori medici

Infiltrazioni epidurali di steroidi vengono effettuate per attenuare il dolore nella zona radicolare lombosacrale, della stenosi spinale e altri disturbi importanti.

Tutti effetti temporanei destinati a sparire nel corso del tempo. Il loro impiego è molto diffuso ma ancora non c’è certezza sugli effetti positivi a lungo termine che possono avere.

Infiltrazioni epidurali – La loro efficacia a lungo termine è ancora argomento di accesi dibattiti fra gli addetti ai lavori.

In molti studi che praticano queste iniezioni ancora non si adopera la fluoroscopia per controllare in ogni istante che il farmaco venga iniettato nella sede opportuna.

La fluoroscopia invece è fondamentale per ridurre al minimo i rischi delle complicazioni più severe.

L’obiettivo primario delle infiltrazioni è dunque quello di ridurre il dolore avvertito dal paziente.

Per ottenere benefici a lungo termine è opportuno abbinare un programma di riabilitazione fatto su misura.

Gli effetti delle iniezioni non sono permanenti e la loro efficacia è molto variabile.

In linea di massima si può avere una riduzione del dolore per un periodo che va da una settimana come minimo a un massimo di un anno.

Le infiltrazioni si rivelano particolarmente efficaci per i pazienti che hanno episodi acuti di dolore alle gambe o alla schiena.

Possono essere ripetute nell’arco dell’anno per un massimo di tre volte e vengono effettuate nella zona lombare, cervicale o dorsale a seconda di quale sia la zona dolorante.

Mediante le infiltrazioni, il farmaco viene messo a diretto contatto con la fonte che provoca la sensazione dolorosa.

Gli antidolorifici che vengono comunemente assunti per via orale hanno una concentrazione inferiore di principio attivo e hanno un effetto più blando.

C’è da considerare inoltre il fatto che gli anti dolorifici assunti per via orale possono avere degli effetti collaterali devastanti che a lungo andare rovinano la salute.

Lo spazio epidurale si trova all’interno della colonna vertebrale e circonda la dura madre.

Contiene tessuto adiposo e vasi sanguigni di piccole dimensioni. Il sacco durale avvolge il midollo così come il fluido cerebrospinale e le radici nervose.

Solitamente gli steroidi iniettati vengono somministrati assieme a un anestetico locale che rende l’infiltrazione un po’ meno dolorosa.

Il farmaco riduce l’infiammazione presente e di conseguenza fa diminuire nel paziente la sensazione dolorosa provata.

Gli steroidi più adoperati per le infiltrazioni sono il metilprednisolone, il desametasone e il triamcinolone acetonide.

Esistono tre diversi metodi che vengono adoperati per effettuare le iniezioni di steroidi ovvero quello caudale, interlaminare e transforaminale.

Tutte e tre le tecniche comunque prevedono l’inserimento di un ago nella posizione scelta da parte del medico.

Prima di effettuare l’iniezione del farmaco, si inietta un liquido di contrasto che consente di vedere allo specialista se l’ago è stato posizionato correttamente.

Con l’Infiltrazioni epidurali interlaminare si inserisce l’ago nella zona retrostante dello spazio epidurale,

mentre con l’approccio di tipo caudale le infiltrazioni vengono eseguite attraverso lo iato sacrale ovvero una minima apertura ossea presente al di sopra del coccige.

Le Infiltrazioni epidurali sono associabili a una lunga serie di complicazioni ed effetti collaterali come ad esempio la reazione vasovagale, il mal di testa prolungato e l’esacerbazione del dolore stesso.

Infiltrazioni epidurali di steroidi quindi non sono prive di controindicazioni.

Chi si sottopone a questa terapia deve sapere che esiste la possibilità che si verifichino lesioni neurologiche permanenti: è un’eventualità rara ma non può essere sottovalutata.

Nei casi più gravi il paziente può subire lesioni al midollo spinale, ictus e talvolta può morire.

Per ridurre al massimo i rischi, un gruppo di esperti comprensivo di anestesisti, specialisti, chirurgi ortopedici, specialisti in medicina fisica e radiologi interventisti, ha stilato un protocollo che i medici devono seguire durante la procedura delle infiltrazioni.

Ad esempio gli operatori devono sempre indossare guanti e mascherina e le iniezioni possono essere effettuate solamente se è presente una guida per immagini.

Il medico che interviene deve scegliere in base alle caratteristiche del paziente da trattare se sia meglio effettuare le infiltrazioni mediante la tecnica transforminale o interlaminare considerando i potenziali benefici e rischi.

Il rispetto del protocollo formulato ha abbassato l’incidenza delle lesioni di tipo neurologico che si sono verificate negli ultimi anni.

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