Encefalite – Danni per diagnosi errata o errato trattamento

Cosa s’intende per encefalite?

Encefalite – In campo medico si parla di encefalite per fare riferimento ad una particolare infiammazione dell’encefalo che, insieme al midollo spinale,

costituisce il sistema nervoso centrale. Non si tratta di una patologia comune, anzi:

secondo le statistiche causa la morte di meno di 100.000 persone l’anno.

Stiamo parlando, tuttavia,

di una condizione morbosa che rappresenta una vera e propria emergenza medica e che in quanto tale richiede un trattamento che sia specifico ed immediato.

La maggior parte delle encefaliti insorge per cause ancora sconosciute o difficilmente identificabili.

Alla base di questa rischiosa infiammazione dell’encefalo c’è quasi sicuramente però un’anomalia del sistema immunitario oppure un’infezione virale.

Accade, ma di rado, che a causarla siano infezione batteriche fungine o protozoarie.

A prescindere dalle cause scatenanti la condizione dell’encefalite si manifesta nei primi giorni attraverso la sintomalogia tipica di una comunissima influenza.

La fase iniziale dura dalle 24 alle 48 ore, al termine delle quali compaiono i sintomi più caratteristici della malattia,

piuttosto gravi e soprattutto debilitanti.

Quali sono i soggetti a rischio

L’encefalite può colpire praticamente chiunque.

I soggetti più a rischio tuttavia sono quelli che hanno un sistema immunitario debole o non troppo efficiente:

parliamo dei neonati, le cui difese immunitarie non sono ancora sviluppate, gli anziani, perché il sistema immunitario tende ad indebolirsi col passare degli anni,

ma anche gli immunodepressi, coloro i quali cioè sono affetti da una qualche malattia che si ripercuote appunto sul sistema immunitario.

Le cause dell’encefalite

Secondo i medici le encefaliti possono essere suddivise in due macrocategorie: ci sono quelle virali primarie, dovute ad un virus che infetta direttamente l’encefalo,

e quelle virali secondarie che si manifestano invece a distanza di parecchio tempo dal momento in cui si contrae l’infezione per un errore di reazione da parte del sistema immunitario.

Non resta che chiarire, a questo punto, quali siano i virus che potrebbero potenzialmente sfociare in quella condizione morbosa meglio nota come encefalite:

il primo di essi è l’herpes virus di tipo 1, come quello labiale, o di tipo 2, come quello genitale.

Anche quello della mononucleosi, come scientificamente provato, ha a che vedere con l’encefalite.

I virus di tipo 1 o 2 sono i più pericolosi dal punto di vista clinico poiché danneggiando in maniera irreparabile l’encefalo possono arrivare a provocare,

sebbene in casi eccezionali, la morte.

Sono responsabili di questa malattia, inoltre, gli enterovirus come il coxsackievirus e il poliovirus, capaci di raggiungere l’encefalo e di provocarne l’infiammazione.

Sono particolarmente nocivi, ancora, i virus che si trasmettono attraverso le punture degli insetti ematofagi, come ad esempio le zanzare:

citiamo tra i tanti il virus di La Crosse, il West Nile Virus, il virus di Saint Louis, quello dell’encefalite giapponese e quello dell’encefalite equina.

Ce n’è un altro ancora tra le cause principali dell’encefalite ed è quello della rabbia, per fortuna ad oggi rarissimo.

A causarlo è il morso da parte di animali infetti ed è grave al punto tale da innescare un’infiammazione difficile da curare.

Citiamo infine il virus dell’Hiv, spesso responsabile dell’encefalite cronica progressiva, e il virus JC, un agente virale che attacca tra le tante cose anche il sistema nervoso centrale.

I sintomi tipici dell’encefalite

L’encefalite, come già anticipato, si manifesta nella sua forma più grave nel giro di 24-48 ore dall’avvenuta infiammazione.

Se i primi sintomi sono quelli tipici di un’influenza di stagione, ovvero febbre alta, dolore articolare, vomito, nausea e mal di testa,

quelli che compaiono dopo sono ben pù fastidiosi:

il quadro sintomatologico degenera progressivamente fino a causare spaesamento, sonnolenza,

confusione mentale, perdita di conoscenza, attacchi epilettici ed evidenti alterazioni a livello comportamentale.

In alcuni casi il soggetto colpito può accusare perdita di sensibilità di alcune parti del corpo, eccessiva sensibilità alla luce, irrigidimento del collo,

movimenti involontari degli occhi, allucinazioni, perdita parziale o totale della vista ed eruzioni cutanee.

La presenza o meno di questi sintomi è direttamente correlata all’area encefalica colpita dal disturbo.

L’importanza della diagnosi

Quando si ha a che fare con l’encefalite una diagnosi puntuale è assolutamente indispensabile:

prima il medico inizia a curare il paziente attraverso una terapia appropriata, più possibilità ci sono di salvargli la vita.

Il ricovero ospedaliero è inevitabile, perché il soggetto colpito da encefalite deve essere costantemente monitorato onde evitare ulteriori complicazioni.

Un ritardo o un errore nella diagnosi possono rivelarsi fatali:

le encefaliti non adeguatamente trattate possono causare danni irreversibili sul piano delle funzioni neurologiche,

come problemi di memoria, di linguaggio, epilessia permanente, deficit dell’attenzione e continui sbalzi d’umore.

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