Edema cerebrale – Errore medico e risarcimento danni

Cause e conseguenze dell’edema cerebrale

Si parla di edema cerebrale quando il livello d’acqua presente all’interno della scatola cranica subisce un incremento tale da causare a sua volta un aumento esponenziale della pressione intercranica.

Tutto ciò ostacola l’afflusso di sangue e l’apporto di ossigeno al cervello stesso, compromettendo spesso in maniera irreversibile l’area cerebrale e portando dunque alla morte subitanea.

Generalmente accade tutto in breve tempo: nel momento in cui il cervello inizia ad espandersi l’apporto di ossigeno s’interrompe e i vasi sanguigni si comprimono per reazione.

Si tratta perciò di un’emergenza medica da codice rosso: se non s’interviene immediatamente per mettere in sicurezza le cellule cerebrali, il rischio che la situazione degeneri è più che mai concreto. 

Un trauma alla base dell’edema cerebrale

Ma da cosa è causato l’edema cerebrale?

Sono diverse le situazioni che possono provocarlo.

Generalmente è la conseguenza diretta di un trauma cranico piuttosto significativo:

potrebbe essere provocato da un incidente violento, da una caduta oppure, in casi particolari, perfino dall’ictus.

Capita in questi casi che il cervello subisca un colpo talmente forte da rimanerne ferito e da gonfiarsi poco dopo il trauma.

Accade per lo più quando a causa dell’urto si forma un coagulo di sangue che non permette più all’ossigeno in circolo di raggiungere il cervello.

La stessa cosa viene a verificarsi nei casi in cui ci siano malformazioni dei vasi sanguigni del cervello o si assumano farmaci in maniera impropria.

Fanno gonfiare il cervello anche l’encefalite, alcune forme tumorali e la meningite.

E poi, sebbene possa sembrare strano, tra le principali causa dell’edema cerebrale c’è anche l’alta quota.

Il che non significa che un viaggio in aereo moltiplichi le possibilità che accada qualcosa al cervello, ma che è meglio correre subito ai ripari se si avvertono i sintomi tipici dell’edema cerebrale. 

Quali sono i sintomi dell’edema cerebrale?

La comparsa dei sintomi è immediata.

L’edema cerebrale si manifesta attraverso mal di testa insopportabile, vomito, nausea, rigidità del collo, difficoltà a parlare o camminare, vertigini, difficoltà respiratorie e, in casi estremi, perdita dei sensi.

Questi sintomi non lasciano spazio ad interpretazioni: indicano che la pressione cranica sta aumentando e che il cervello potrebbe dunque gonfiarsi sino a scatenare quello che abbiamo già illustrato.

Naturalmente in questi casi la prima cosa da fare è correre in ospedale appena i sintomi si fanno preoccupanti.

I medici faranno una prima valutazione per poi procedere ad un esame neurologico volto ad accertare la presenza o meno di un edema cerebrale.

Potrebbero essere necessarie anche delle scansioni come risonanza magnetica o tomografia computerizzata per verificare che i fastidi avvertiti siano appunto sintomatici di un edema.

Il trattamento dev’essere immediato: sia che l’edema sia in stato avanzato, sia che si tratti di un episodio relativamente poco significativo

– come ad esempio una commozione cerebrale non troppo grave

– intervenire in tempo è indispensabile per prevenire eventuali danni permanenti e ridurre il rischio di decesso nel paziente.

I medici in servizio dovranno dunque somministrare nel minor tempo possibile l’ossigeno per compensare il deficit del momento, far ingerire al paziente dei farmaci ad hoc e dargli dei liquidi per via endovenosa.

Nei casi più gravi potrebbe essere necessario un intervento chirurgico d’urgenza:

servirà a deviare il liquido dal cervello, ristabilire la pressione all’interno della zona cranica oppure a rimuovere un pezzo di cranio per fare in modo che la pressione stessa si abbassi e rientri nella norma. 

La vita dopo l’edema cerebrale

Qualora con gli interventi si riescano ad arginare gli effetti dell’edema non è comunque detto che il paziente possa tornare alla normalità come se nulla fosse.

Un ritardo diagnostico o un trattamento medico inadeguato, nonché un possibile errore chirurgico che ahinoi va sempre messo in conto quando si ha a che fare con situazioni così gravi, può spesso causare danni irreparabili nei pazienti che ne sono stati vittime.

La metà dei soggetti colpiti da edema e non adeguatamente curati presentano infatti lesioni cerebrali o deficit neurologici.

Altri invece convivono con le convulsioni: alcune volte si tratta di episodi sporadici e di poco conto, ma c’è anche chi si trova a dover fare i conti con frequenti attacchi epilettici. 

Non è raro inoltre che l’edema, sia curato bene che non trattato efficacemenete, incida sul carattere del paziente:

quanto accaduto potrebbe causare deliri, mutismo ed amnesia, nonché vari problemi di natura fisica come paresi o afasia.

Tra le possibili conseguenze di un trattamento inadeguato o di un eventuale errore chirurgico citiamo anche la diplopia, la paralisi dei movimenti oculari e l’edema periorbitale.

I più fortunati riscontrano dopo l’episodio solo febbre e cefalea. 

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